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Alla scoperta della cultura araba

Alla scoperta della cultura araba

Sarebbe semplice descrivere gli arabi come quel gruppo etnico di madrelingua araba che ha avuto origine della Penisola arabica. In realtà spiegare la rilevanza mondiale della cultura araba è davvero complesso. Gli arabi sono sono circa 380 milioni e li troviamo insediati in 22 Paesi membri della Lega degli Stati Arabi: sono definiti “arabi” per lingua, letteratura e senso di appartenenza culturale.

In realtà gli Arabi hanno oggi costumi diversi da gruppo a gruppo, in quanto hanno risentito dell’influsso di tutte quelle genti con cui sono entrati in contatto nel corso dei secoli (Latini, Greci, Bizantini, Berberi, Persiani, Turchi, ecc.). Ma ciò che tiene uniti tutti questi popoli, di origine anche diversa, è soprattutto la grande forza unificatrice della religione islamica.

Gli arabi (che vivevano nell’attuale penisola arabica) erano un complesso di popolazioni di stirpe semita, dedite al commercio e alla pastorizia. L’inizio della storia dell’islam nasce con il profeta
Maometto (Muhammad), nato a La Mecca nel 570 circa. Maometto era un arabo.

Inizialmente Maometto diffuse il suo messaggio solo a pochi intimi, tra i quali la moglie Khadīja, il cugino ʿAlī, mentre solo verso la fine del decennio successivo si espanse nell’intera penisola araba.

Il Corano
Dopo la sua morte nel 632, i successori del profeta ebbero il titolo di califfo, cioè di vicario del profeta e raccoltsero le tradizioni orali e i pochissimi appunti scritti relativi al Corano, il libro sacro dell’Islam. Il Corano rappresenta il messaggio rivelato a Maometto da Allah,per un tramite angelico; i divide in 114 capitoli, detti sūre, a loro volta divise in 6236 versetti. Il Corano non parla della c.d. Sharia (più correttamente Shari’a), che è semplicemente una giurisprudenza che cerca di adeguare le sue norme alla “Legge Sacra”, la Legge di Dio, ispirandosi al Corano.

Sunniti e Sciiti
Dopo la morte di Maometto ci furono 4 califfati: Abū Bakr, Omar, Ottiman e Ali. Le tribù arabe si divisero su chi avrebbe dovuto ereditare quella che a tutti gli effetti era una carica sia politica che religiosa. La maggioranza dei suoi seguaci, che sarebbero in seguito divenuti noti come sunniti, oggi rappresentano l’80 per cento dei musulmani, appoggiarono Abu Bakr, amico del profeta e padre della moglie Aisha. Secondo gli altri, il legittimo successore andava individuato tra i consanguinei di Maometto e sostenevano che il profeta avesse designato a succedergli Ali, suo cugino e genero, e diventarono noti come sciiti, una forma contratta dell’espressione “shiaat Ali”, i partigiani di Ali. La frattura in seno all’islam si consolidò con il passare del tempo, e anche le credenze religiose dei due gruppi cominciarono a differenziarsi. Gli sciiti vedono nei loro leader religiosi, gli ayatollah, un riflesso di Dio sulla Terra. Anche per questo motivo indusse i sunniti ad accusare gli sciiti di eresia.

I pilastri dell’Islam
1) La Shahada o testimonianza di fede. Dio è unico e vi è un unico profeta che è Maometto;
2)  Salat. Le preghiere da dire quotidianamente sono 5: all’alba, quando i raggi del sole sono perpendicolari, tra quest’ultimo momento e il tramonto, al tramonto e quando c’è buio
3) Zakat. Il versamento in denaro, ossia il 2% del proprio reddito ai bisognosi. Non si deve fare con un tramite ma direttamente (non lo deve sapere nessuno)
4) Sawm Ramadan. Il digiuno del Ramadan;
5) Hajj. Il pellegrinaggio canonico alla Mecca (non obbligatorio).

La Lingua Araba
La lingua araba è la lingua ufficiale in 22 paesi. Esiste un arabo ufficiale standard chiamato FUSHAH usato per la comunicazione scritta e le situazioni formali. La lingua araba ha un alfabeto composto da 27 segni (ognuno corrispondente ad un suono) che si scrivono legati gli uni agli altri, come in corsivo.

Chi è l'autore

Laurea in Scienze Politiche. Ideatore del sito Stranieri.online

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