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Accoglienza dei migranti, tra SPRAR affollati e CAS gestiti da privati

Accoglienza dei migranti, tra SPRAR affollati e CAS gestiti da privati

Il fenomeno della migrazione nel nostro territorio è sotto gli occhi di tutti. L’Italia si è organizzata davanti a questo fenomeno predisponendo strutture di prima e di seconda accoglienza.

La prima accoglienza è gestita dalle prefetture locali che rispondono al ministero dell’Interno. Si sente parlare di hotspot e di hub regionali (nati dopo la conversione di altre strutture prima dedicate alla accoglienza, come i CARA e i CDA). La seconda accoglienza è formata dai c.d. SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).

Cos’è uno SPRAR? Si tratta di un sistema istituito dalla Legge 189/2002 (art. 32- 1 sexies), attraverso il quale il Ministero dell’Interno fornisce risorse agli enti locali che gestiscono servizi di accoglienza dei richiedenti asilo, rifugiati e protetti.

Per usufruire di questi fondi gli enti locali predispongono progetti di accoglienza, sulla scorta di appositi bandi, che vengono vagliati da una Commissione di valutazione composta da rappresentanti del ministero dell’Interno, da un rappresentante dell’Associazione nazionale comuni italiani (ANCI) e da un rappresentante dell’Unione delle province d’Italia (UPI). Compongono, inoltre, la Commissione un rappresentante dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) ed un rappresentante delle Regioni.

Questi progetti in realtà vengono gestiti dalle associazioni e presentati in collaborazione con i comuni nei quali verrà istituita la loro struttura. Se un’associazione vuole aprire uno SPRAR a Cagliari, per esempio, dovrà presentare un progetto insieme al comune di Cagliari: c’è una graduatoria, il primo vince e apre la struttura. Fanno parte di questa struttura solo i richiedenti protezione internazionale e ci rimarranno fino a che la commissione territoriale competente (composta da quattro membri, di cui due del ministero degli Interni) decida in merito: in teoria 180 giorni, in realtà molto di più, senza considerare i ricorsi (effettuati tramite le associazioni stesse): la lentezza delle decisioni della commissione è causa dell’affollamento degli SPRAR.

Siccome gli SPRAR sono pieni, si blocca spesso il trasferimento dei migranti dalla prima alla seconda accoglienza. Ecco perchè sono stati inventati i CAS (centri di accoglienza straordinaria), ospitanti i richiedenti protezione internazionale che avrebbero diritto ad accedere al circuito degli SPRAR. Anche i CAS sono gestiti dalle associazioni e cooperative che rispondono a un bando del ministero dell’Interno.

I CAS sono strutture individuate preventivamente dalle prefetture, in convenzione con cooperative, associazioni e strutture alberghiere. Si seguono le procedure di affidamento dei contratti pubblici, con l’obbligo di sentire l’ente locale nel cui territorio la struttura è situata.

Parliamo di appartamenti, case, strutture alberghiere gestite non solo da profit ma anche da non profit: infatti, nei casi più urgenti le singole Prefetture si affidano al singolo gestore e sempre più sovente si segnalano situazioni lesive dei diritti umani (riscaldamento mancante, condizioni igieniche proibite, pocket money di 2,5 euro al giorno non dato, etc.) nonché guadagni eccessivi dei gestori sulla pelle di migranti e cittadini.

Ma i migranti quanto dovrebbero rimanere nei CAS? Il tempo strettamente necessario al trasferimento del richiedente nelle strutture seconda accoglienza.Desta preoccupazione anche il fatto che, secondo il recente rapporto InCAStrati di Libera, Campagna LasciateCIEntrare e Cittadinanzattiva, mancherebbe attualmente un elenco pubblico delle strutture e di chi le gestisce.

L’obbiettivo è quello di eliminare i CAS, trasformandoli man mano in SPRAR, ossia progetti che seguono l’apposito Manuale approvato dal Ministero dell’Interno e che vedono come capofila i Comuni e non i privati, ma soprattutto dove la rendicontazione non è affidata alle fatture generiche dei CAS, ma a un libro spese dove non deve sfuggire nulla.

Chi è l'autore

Laurea in Scienze Politiche. Ideatore del sito Stranieri.online

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