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Accoglienza e bando SPRAR: sfatiamo paure e leggende sui migranti

Accoglienza e bando SPRAR: sfatiamo paure e leggende sui migranti

Quando un Comune lancia un bando SPRAR, volto all’integrazione di chi richiede protezione internazionale, si leggono spesso nei giornali le reazioni vivaci della popolazione: dubbi, paure e anche leggende su minacce incombenti legate allo stanziamento dei migranti nel territorio.

Quest’articolo vuole rispondere alle lamentele più comuni dei cittadini, sfatando alcune delle false convinzioni legate ai progetti di accoglienza.

“Perchè un bando per l’accoglienza? Ne abbiamo già troppi di migranti nel territorio!”

E’ proprio con i bandi SPRAR che l’amministrazione comunale si svincola dalle decisioni prese dall’alto, su numeri e gestioni dei migranti: come nel caso delle persone inserite in centri di emergenza, o CAS, dal prefetto.
Con i progetti SPRAR il Comune diventa protagonista attivi e attua il governo del territorio, rispetto a un fenomeno non più emergenziale, ma diventato strutturale.

“Altri migranti e senza certezze di ulteriori flussi anche nel futuro”.

Una direttiva ministeriale dell’11 ottobre 2016 ha introdotto una clausola di salvaguardia: il Ministero dell’Interno decide di impegnarsi a garantire all’Ente pubblico che attua un progetto SPRAR l’esclusione di altre forme di accoglienza nel suo territorio e del progressivo esaurimento dei centri di emergenza esistenti (CAS).

“Lo SPRAR permette alle cooperative di lucrare”.

Il sistema dello SPRAR viene gestito dal Comune (o da altro Ente pubblico) attraverso regolare bando (regolamentato dal Decreti Ministeriale del 10 agosto 2016 – art 6). Il Comune seleziona i progetti presentati da associazioni e cooperative per un bando SPRAR. Quelli approvati e ammessi al finanziamento vengono presentati dal Comune al Ministero degli Interno, con un Piano Finanziario preciso e dettagliato. Il finanziamento del progetto arriva direttamente al Comune, che lo utilizzerà per le spese previste dall’ente attuatore: affitto, adeguamento locali, vitto, assistenza, corsi di istruzione, etc. Appoggiarsi a cooperative e associazioni vuol dire avere delle professionalità preposte all’accoglienza (legali, mediatori, operatori), altrimenti non sostenibili dal personale comunale (o dal volontariato). In questo modo non vi è nessun altro onere per l’ente pubblico. La cosa fondamentale da dire è che la rendicontazione in questo caso è precisa e puntuale. Nessuna occasione di business.

“Come è possibile che i migranti guadagnino 35 euro al giorno e quindi più di 1.000 euro al mese?”

In realtà i migranti hanno diritto a un pocket money di circa 3 euro, oltre a una possibile quota per le spese alimentari e i pasti. Il resto del denaro ricade nel territorio comunale attraverso affitti, stipendi di figure professionali, spesa in negozio, acquisto del materiale didattico e le lezioni per l’apprendimento dell’italiano. Un percorso di integrazione, ma anche un contributo reale all’economia locale.

“Perchè il Comune utilizza i soldi per lo SPRAR invece che per progetti più urgenti locali e ai casi di povertà?”.

Il progetto SPRAR viene finanziato al 95 per cento dal ministero unicamente per l’accoglienza, grazie al Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’Asilo . Il Comune non può destinare questi soldi per altro uso. Nel momento in cui il progetto verrà finanziato le spese andranno rendicontate e giustificate, avvalendosi della figura di un Revisore. Il progetto è cofinanziato dal Comune per una quota del 5 per cento.

Il Comune deve sicuramente occuparsi di tutti i cittadini, cercando di risolvere le difficoltà economiche e i disagi dei più deboli. Ma l’accoglienza non ha l’obbiettivo di togliere risorse al territorio, ma casomai di procurarne alla lunga di maggiori.

“Perchè garantire ai migranti tutti questi servizi per l’integrazione?”.

Il decreto ministeriale fissa i servizi minimi che un progetto di accoglienza deve garantire. Non solo l’accoglienza materiale, ma vi è l’obbligo di mediazione linguistico-culturale, di insegnamento della lingua italiana, di accompagnamento legale, di tutela psico-sanitaria e di orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo, abitativo e sociale. Un’ondata migratoria di vaste proporzioni come questa ha bisogno di competenza e professionalità.

Chi è l'autore

Laurea in Scienze Politiche. Ideatore del sito Stranieri.online

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